A Palagano, dal 12 al 15 agosto di ogni anno, si svolge la “Festa dei Matti”; quest’anno raggiunge la 33° edizione.
Al mattino tutte le persone del paese si riuniscono in piazza con i bambini per giocare, ad esempio con gonfiabili e spettacoli del mago. Nel frattempo, i papà e le mamme si alternano tra il gonfiabile e il bar per un aperitivo.
Verso sera si iniziano a gustare diverse pietanze, tra cui ciacci, piatti del giorno e pizza. A proposito di pizza, abbiamo intervistato un pizzaiolo di nome Matteo, che per molti anni ha sfornato pizze durante la festa.
Intervista a Matteo
Martina: Ciao Matteo, sei pronto per l’intervista sulla Festa dei Matti?
Matteo: Sì, certo.
Martina: Perché si svolge questa festa?
Matteo: In principio la festa dei matti si svolgeva nel bosco dei Pianacci. Poi, d’estate, per scherzo, nel cortile di Armando Facchini, invitò una banda di amici e, con l’aiuto di Ottavio, la festa è iniziata; oggi si svolge nel Palamatti.
Martina: Cosa ti piace della festa dei matti?
Matteo: Mi piace che porta quattro giorni di festa a Palagano, che diventa il centro del mondo perché arriva tanta gente da ogni parte. Alla sera arrivano cantanti, ballerine, comici e grandi orchestre.
Martina: Che ruolo hai?
Matteo: All’inizio, da giovane, aiutavo a allestire la festa, poi ho iniziato un ruolo fisso: preparare la pizza tutte e quattro le sere.
Martina: Da quanti anni partecipi?
Matteo: Da sempre, perché mia madre e mio zio avevano un negozio di alimentari dove i ragazzi della festa compravano i prodotti.
Martina: Che cosa è cambiato dalla prima volta?
Matteo: Una volta c’era meno gente e meno varietà di attività. Con gli anni la festa è cresciuta, ma rimane sempre un appuntamento di onore e solidarietà per il paese.
Martina: Che cosa si mangia?
Matteo: Tutti i cibi tipici, tra cui tagliatelle, tortelloni, tortellini, torta di patate e ciacci.
Martina: Quando hai iniziato a lavorare a questa festa?
Matteo: A tempo pieno negli ultimi quindici anni, ma fin da ragazzi davamo il nostro contributo: pulire il parco e sistemare le sedie.
Martina: Qual è stato il momento più difficile?
Matteo: Non ci sono mai stati momenti particolarmente difficili.
Martina: Qual è l’origine della festa dei matti?
Matteo: È stata creata con l’intento di stare insieme e fare qualcosa per il paese.
Martina: Il momento più significativo per te?
Matteo: Sicuramente il 15 agosto a mezzanotte, quando tutto il paese guarda il cielo per lo spettacolo pirotecnico.
Martina: Perché si chiama Festa dei Matti?
Matteo: È logico: perché Palagano è il paese dei matti.
Martina: C’è qualcosa che vuoi aggiungere?
Matteo: Una volta si sentiva di più la voglia di stare insieme e condividere passioni, fare qualcosa di buono per il paese. Oggi questa voglia si sta un po’ perdendo. Manca iniziativa nel proporre cose nuove e nell’aiutare la contrada Aravecchia.
Il gruppo non aumenta: sono sempre gli stessi, spesso i più anziani — Giuseppe, Paola, Bruna, Ottavio che trova le orchestre. Alcuni amici sono venuti a mancare, come Ermanno, che era un punto di riferimento importante. Non c’è molto ricambio.
Per questo, lunga vita a queste persone. Finché ci siamo, dobbiamo aiutarle a portare avanti questa bellissima festa che porta solo gioia e beneficio al paese.
[Questo articolo è stato scritto dalle studentesse e dagli studenti della classe 1C della scuola secondaria di primo grado J.F.Kennedy di Palagano (MO), nell’ambito del progetto “Si può fare: giovani attivi per la montagna”, finanziato da Regione Emilia Romagna. È un progetto di rete di Ramingo Aps, Prolocos Palagano Aps e Col Passo a tempo di chi sa ballare ApS.]


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