Frana gigante a Boccassuolo

frana di boccassuolo

Il 14 marzo 2025 si è attivata una grossa frana, nella frazione di Boccassuolo, nel comune di Palagano (Modena), sull’Appennino modenese. Una parte enorme del versante del Monte Cantiere ha iniziato a muoversi, coinvolgendo anche la zona del Rio della Lezza e scendendo per chilometri verso valle.
Non parliamo di una piccola frana, ma di milioni di metri cubi di terra che si sono messi in movimento, creando subito una situazione super critica per tutto il territorio.

Monitoraggio e rischi

Fin da subito la zona è stata controllata 24 ore su 24 da tecnici, Protezione Civile e droni, per capire a che velocità si muoveva la frana e in che direzione stava andando. In certi momenti avanzava di decine di metri al giorno, quindi la situazione era davvero preoccupante.
Una delle paure più grandi era che i detriti potessero bloccare il torrente Dragone, creando una specie di diga naturale. Questo avrebbe potuto causare accumuli d’acqua e altri problemi ancora più gravi per i paesi a valle. Il monitoraggio continuo ha aiutato a tenere tutto sotto controllo.

Danni e conseguenze

La frana ha fatto parecchi danni: ha distrutto pezzi di strade, ponti e collegamenti importanti tra Palagano, Boccassuolo e le frazioni vicine. Alcune case hanno avuto crepe serie e diverse famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Molte persone sono rimaste quasi isolate perché le strade non erano più percorribili, e questo ha colpito anche le attività locali, soprattutto quelle agricole.

Interventi e fondi stanziati

Nel 2025 è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale e secondo i dati della Protezione Civile sono stati stanziati 3,8 milioni di euro per i lavori urgenti, come la messa in sicurezza e il ripristino delle strade.
È stato anche creato un passaggio provvisorio che ha permesso di riaprire un collegamento importante (via La Ferrara–Cento Croci), così da ristabilire almeno in parte la viabilità tra Palagano e Riolunato. Per sistemare tutto definitivamente, però, serviranno molti più soldi: si parla di decine di milioni di euro.

Situazione attuale

Adesso la situazione è più stabile rispetto all’inizio, ma resta delicata. La frana ha rallentato, però il terreno è ancora fragile e alcune zone hanno limitazioni. I lavori per mettere in sicurezza l’area e sistemare le infrastrutture sono ancora in corso e ci vorrà molto tempo prima che tutto torni davvero alla normalità.

Chi può raccontarci in modo diretto questa storia è Cinzia, collaboratrice della nostra scuola che ha deciso di rispondere alle nostre domande. Lei aveva una seconda casa a Boccassuolo che purtroppo è stata distrutta dalla frana.

Dove ti trovavi quando hai saputo del crollo della tua casa a Boccassuolo?
A Palagano, perché abito lì. Hanno comunicato il crollo quando ero a casa.

Che significato aveva per te quella casa, dal punto di vista affettivo o familiare?
Era la casa dove ho vissuto fino a 17 anni, era casa mia.

Avevi già notato segnali di rischio o cedimenti prima della frana?
No, non avevo notato nulla, ma c’era chi aveva già segnalato dei cedimenti nella zona.

Qual è stata la tua prima reazione emotiva quando hai visto i danni?
È stato un crollo lento, è stata una lenta agonia, sembrava di accompagnare una persona fino alla sua fine, non è stata una cosa improvvisa.

Hai ricevuto supporto dalle autorità o dalla comunità locale dopo l’accaduto?
Il comune ha avvisato pochi giorni prima, pensavano che la frana arrivasse fin lì e hanno detto di togliere le proprie cose da casa entro due giorni, ma la cosa importante era la casa, non quel che c’era dentro. Abbiamo cercato di portare via elettrodomestici, letti, armadi, biancheria e utensili della cucina. Due persone hanno chiesto se avevamo bisogno di aiuto.

Ti era mai capitato in passato di vivere eventi simili in quella zona?
A me no, ma a mio papà sì. Un’altra casa è crollata vicino a quella di adesso, quando lui era piccolo. Due case alla stessa famiglia! Mio padre nel 1939 ricostruì la casa, ma dopo il crollo hanno abitato per nove anni nella stalla.

Quando le chiediamo che intenzioni ha per il futuro, quando la frana sarà risolta, Cinzia ci spiega che non ha intenzione di ricostruire la casa perché il terreno è ancora in movimento. Ci racconta che già nel Settecento c’era stata una frana nello stesso punto e nel torrente Dragone si era creata una diga naturale che aveva allagato la valle. Poi riflette su una cosa: “Attaccato alla casa c’è un fosso che da sempre si chiama Rio della Lezza, e la parola lezza in dialetto significa frana.”

 

 [Questo articolo è stato scritto dalle studentesse e dagli studenti della classe 3C della scuola secondaria di primo grado J.F.Kennedy di Palagano (MO), nell’ambito del progetto “Si può fare: giovani attivi per la montagna”, finanziato da Regione Emilia Romagna. È un progetto di rete di Ramingo Aps, Prolocos Palagano Aps e Col Passo a tempo di chi sa ballare ApS.]

Fonte immagine in evidenza: https://trcmodena.it/wp-content/uploads/2025/04/250417-Frana-Boccassuolo-1536×864.jpeg

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